Cinquanta i feriti, fermati alcuni giornalisti stranieri
Cecchini sparano in piazza al Cairo
L'esercito egiziano ha sparato in aria per disperdere sostenitori filo Mubarak e manifestanti anti regime che avevano ingaggiato una violenta sassaiola nella zona. I nuovi scontri hanno causato almeno 50 feriti. Leggi La road map politica della Farnesina per superare la crisi del Cairo - Leggi L’arrivo delle forze pro Mubarak alza il livello dello scontro in piazza - Leggi La leggenda del grande mediatore
11 AGO 20

L'ex candidato presidenziale Ayman Nour, una delle figure storiche dell'opposizione egiziana, ha respinto l'offerta di colloqui con il vice presidente Omar Suleiman fino a quando rimarrà in carica il presidente Mubarak. "L'unica soluzione è che Mubarak lasci il potere"- ha dichiarato il leader del partito liberaldemocratico El Ghad. La stessa posizione è stata espressa dal premio Nobel Mohammed el Baradei e dai Fratelli Musulmani.
Nella notte spari esplosi contro i manifestanti, provenienti dal ponte 6 ottobre, poco distante da piazza Tahrir, avrebbero causato cinque morti, secondo i dati forniti dal ministro della Sanità Ahmed Samih Farid, dieci, in base a dati comunicanicati da fonti mediche. I feriti sono 836, 86 dei quali ancora in ospedale. L'esercito ha effettuato alcuni arresti tra i manifestanti.
Il leader dell'opposizione, El Baradei ha rifiutato l'offerta di incontro proposta oggi dal premier Ahmed Chafik e dal vicepresidente Omar Suleiman. Ha detto: "Non c'è alcuna possibilità di tornare indietro. Questa è una nuova era, basta guardare i manifestanti negli occhi. Gli egiziani hanno più fiducia, hanno assaporato la libertà e non vogliono tornare indietro".